BERGAMO DUCATO - Cologno al Serio (ITALIA)

Cologno al Serio

  • BERGAMO DUCATO -  Luoghi archeologici
  • Cologno al Serio - 24055 - ITALIA
  • Via Rocca 2/a
  • 45.581025739384536, 9.706026252169124

La storia di Cologno risale all’età del bronzo, come dimostrato dal ritrovamento di utensili e resti umani. Nel territorio si sono rinvenute tracce di successive presenze di tribù dei Liguri e dei Galli Cenomani prima dell’arrivo dei romani, che in base ai reperti archeologici, risultano certamente presenti al tempo dell’imperatore Vespasiano (I sec. d.C.). Elementi che contribuiscono a identificare questo territorio dal punto di vista archeologico come uno dei più datati di tutto il bergamasco. Ai romani si deve la prima organizzazione del borgo e, probabilmente, anche l’origine del nome oltre che la costruzione della direttrice viario tra Bergamo e Piacenza. Come in tutta la Lombardia, rilevante fu per Cologno l’arrivo dei Longobardi ai quali si fa risalire – dopo la loro conversione al cattolicesimo - l’impulso devozionale concretizzato nella costruzione di piccoli oratori.  Ma un’altra prova della presenza longobarda viene da una singolare “tavoletta” in creta risalente all’VIII secolo sulla quale sono incisi sei nomi.

La “Tavoletta dell’Arca” e il villaggio scomparso

La “tavoletta” - oggi conservata nel Museo Archeologico di Bergamo - fu ritrovata in località "Morti dell'Arca", denominazione derivante da due elementi: il nome attribuito a una cappelletta in mattoni presente a non molta distanza da Cologno e tuttora oggetto di devozione (oltre che meta escursionistica a piedi o in bicicletta); una stele incassata in un muro perimetrale della cappella, detta "Stele dei Morti dell'Arca". Nella stele si invoca la protezione di quei . Ma dove si trova il “Campo dell’Arca”? Perché questo nome? Gli interrogativi conducono a una serie di apparenti misteri che confluiscono nella storia di un villaggio scomparso: Massano. Semplificando: il borgo tardo-antico o altomedievale di Massano, nel quale sarebbe esistita una chiesetta intestata a S. Stefano, era sparito nella prima metà del XVI secolo e con lui la chiesa. Una spiegazione viene dal fatto che nel 1630 il paese era stato colpito dall’epidemia di peste bubbonica che aveva provocato una trentina di vittime. I morti ai quali la frase incisa nella stele chiede la protezione. Quanto al nome di “Campo dell’arca” esso ambientava la leggenda del miracoloso spostamento di un’arca - forse tutto ciò che restava del villaggio di Massano - in un preciso punto del territorio, nonostante un contadino l’avesse ripetutamente trasferita in altra sede per farne un abbeveratoio. Sporadicamente nel corso dei lavori agricoli in quella zona affioravano in superficie ossa umane, frammenti di laterizi, cocci.  Nel1856 venne infine alla luce un prezioso reperto, la “tavoletta dell’Arca”, in realtà un mattone che reca la scritta su una facciata. Incisi a mano vi compaiono sei nomi: Anderado, Ursolos, Garibaldo, Domeneco, Gaidoaldos e Austermundo. Accanto a ognuno dei quali figurano delle asticelle in numero diverso per ciascun soggetto. Le barrette indicherebbero unità numeriche forse riferite all'attività svolta da quelle persone in una fornace locale oppure gli ordinativi ricevuti da ciascuno di loro.

Ma di chi fu la mano capace di scrivere quei nomi? Ecco un altro piccolo mistero. Durante l'Alto Medioevo solo un gruppo molto ristretto di persone sapeva scrivere: chierici, monaci e pochi notai o funzionari di corte. La grande maggioranza della popolazione, inclusi contadini e persino molti sovrani, era analfabeta. Comunque sia, resta il fatto che il reperto offre un importante spaccato sul grado di alfabetizzazione e sui nomi in uso nella società longobarda nell’area di Cologno.

Edifici religiosi

Ai Longobardi si attribuisce la edificazione votiva a Cologno di piccoli oratori. Il primo – Oratorio di S. Gregorio Papa – fu   all’origine intitolato al Pontefice artefice, assieme a Teodolinda, della conversione longobarda al cattolicesimo. L’edificio, posteriormente noto come “Chiesetta dei Morti del Campino”, fu raso al suolo e ricostruito nella seconda metà del XVII secolo dopo che nei suoi pressi erano state sepolte le vittime della epidemia di peste del 1630. Altre costruzioni: l’Oratorio di S.Pietro e l’Oratorio di S.Giovanni di Anteniano.

Sepolture longobarde

Nell’area di Cologno sono stati ritrovati altri materiali altomedievali in due distinti contesti: Podere Gamba (cuspide di lancia); Cascina Canterana (sepoltura con uno scramasax di piccolo taglio.

Turismo oggi

Cologno è meta di interesse turistico poichè ha mantenuto la struttura del borgo medievale con  la cinta muraria circondata da un fossato, quattro porte d’entrata in ottimo stato di conservazione e un borgo interno che conserva i tratti tipici del periodo di massimo splendore della cittadina.

  • La Rocca (risalente al XVI secolo) è una parte fondamentale delle strutture difensive del comune di Cologno al Serio
  • Di interesse, anche se in condizioni di rudere, il Castel Liteggio, sito a poca distanza da Cologno, fatto erigere dai Visconti nel XV secolo.