Luoghi archeologiciL’Antiquarium di Palazzo Pignano è il custode di più leggende, ciascuna delle quali – intestata ai dei personaggi - ha attinenza con fasi storiche che hanno dato alla località un grande prestigio acquisito e mantenuto nell’arco di ben quattro secoli. I racconti riguardano i coniugi Piniano e Melania la Giovane, un nobile di quei luoghi, Cremete, e i primi due re longobardi Autari e Agilulfo. Nomi ricorrenti nel percorso proposto ai visitatori dell’Antiquarium in un singolare viaggio nel tempo - consentito dai sorprendenti risultati di varie campagne archeologiche - e in cui si darà conto della complessa storia di Palazzo Pignano e dei suoi insediamenti avvenuti nelle fasi di passaggio dall’epoca imperiale romana (periodo tardo-antico) a quella del regno longobardo (Altomedioevo).
L’Insula Fulcheria – Utile, ai fini del racconto, considerare che Palazzo Pignano è al centro di un'ampia area rialzata inclusa nella Gera d’Adda, vasto territorio in cui, specie nei V e VI secolo periodiche esondazioni davano vita a un vero lago, il Fulcherio, al cui centro delle terre emerse formavano l’isola .
L’Antiquarium - La struttura è custode dell’epoca di transizione tra periodo tardo-antico e l’Altomedioevo. Nell’Antiquarium sono conservate sia le vestigia di una prestigiosa villa romana e di un singolare edificio religioso, sia le tracce di abitazioni e di una significativa necropoli d’epoca longobarda. Dal punto di vista storico, la transizione tra le due epoche è contrassegnata dagli effetti degli interventi di due protagonisti assoluti : a) Sant’Ambrogio (IV secolo) con la sua predicazione ai fedeli della Diocesi di Milano; b) papa S. Gregorio I Magno (VI-VII secolo) con le sue campagne di evangelizzazione. Nel primo caso S.Ambrogio sollecitò i ricchi proprietari di terre affinchè favorissero la diffusione del Cristianesimo anzitutto nelle loro grandi aziende agricole in quanto la maggioranza della popolazione era ancora pagana. Nel secondo caso si deve a Gregorio Magno l’aver favorito l’accostamento dei Longobardi al cattolicesimo. Entrambe le fasi hanno avuto conseguenze decisive per la storia di Palazzo Pignano e per la nascita di rispettive leggende. Periodo tardo-romano:
La villa di Palazzo Pignano - In un trentennio di scavi archeologici (1969-1999) è stata portata alla luce una buona parte del complesso (villa, edifici religiosi e altre strutture). La lussuosa residenza padronale con splendidi mosaici e dipinti alle pareti; la zona di rappresentanza era dotata di un sistema di riscaldamento ad aria; le stanze, di diversa forma geometrica, erano raccolte attorno a un giardino ottagonale. L’estesa proprietà fondiaria era tra le più fertili.
La Rotonda – Accanto alla villa, sotto l’esistente pieve sono stati individuati i resti della più antica chiesa di Palazzo Pignano, detta per la sua forma poco diffusa verso la fine del V secolo e utilizzata in prevalenza per la custodia di reliquie o la sepoltura di santi. Nell’ambio della Rotonda è stata scoperta anche una fonte battesimale (ora collocata all’esterno della Pieve).
Periodo longobardo – E’ il momento in cui Palazzo Pignano comincia gradualmente ad assumere assume un ruolo centrale nel più ampio e fertilissimo territorio dell’intera Gera d’Adda mentre nel contempo l’Insula Fulcheria diventa proprietà diretta dei re longobardi.
Periodo successivo - La villa di Palazzo Pignano e la sua vasta proprietà agricola sono citati in un documento dell'anno in quanto oggetto di donazione al monastero piacentino inizialmente intestato ai XII Apostoli dal suo fondatore, S. Savino, primo verscovo della città.
Sepolcreto longobardo - Gli archeologi non hanno potuto stabilire con precisione quando la venne distrutta, ma si ritiene che fosse ancora utilizzata all’inizio della occupazione longobarda. Infatti tra le strutture della e quelle della pieve di S. Martino – costruita nell’XI secolo sopra le rovine del precedente edificio - sono state ritrovate delle tombe che appartengono alla fase longobarda. Fra i pochi corredi recuperati spicca un anello-sigillo d'oro con impresso il nome Arichis: simili oggetti venivano utilizzati dai rappresentanti ufficiali del re dei Longobardi.
La Pieve – Accanto alla villa è infine sorta la Pieve che eserciterà un ruolo chiave nella diffusione del culto tra le campagne e diverrà nel tempo un centro di potere politico e religioso predominante tra i più rilevanti della zona.