Beni ambientaliUbicazione: Località Eremo di Monte Barro, Galbiate
Tipologia: Castrum (Fortificazione d'altura) / Area archeologica / Museo
Epoca: Tardo Impero Romano - Epoca Ostrogota (V-VI secolo d.C.) - Riutilizzo longobardo
Fondazione: Edificato originariamente dai Romani come avamposto militare strategico contro le invasioni barbariche e successivamente occupato e massimamente ampliato dagli Ostrogoti sotto il regno di Teodorico e parzialmente utilizzato dai Longobardi.
Stato del manufatto: Parziale. All'aperto sono perfettamente visibili i resti murari di un grande edificio di 1700 mq, le torri di guardia e la cinta muraria fortificata lungo il Sentiero delle Torri. Oltre 400 reperti originali emersi dagli scavi sono permanentemente esposti nel vicino Museo MAB.
Riconoscimenti: il MAB è ufficialmente riconosciuto come Raccolta Museale da Regione Longobardia dal 2007).

Storia: Il Monte Barro domina strategicamente il ramo orientale del Lago di Como, il fiume Adda e i laghi di Annone e Garlate. Tra il V e il VI secolo d.C. divenne la sede del più grande insediamento fortificato di epoca gota scoperto in Italia. Esteso su circa 8 ettari nei Piani di Barra, il castrum faceva parte del limes prealpino, un sistema difensivo volto a proteggere l'Italia padana e la vicina Milano dalle incursioni d’oltralpe. L'insediamento era cinto da una muraglia di oltre 5 chilometri interrotta da torri di guardia. Il cuore del sito era un grande edificio a due piani sviluppata in tre ali attorno a un cortile. Ospitava una guarnigione militare e le famiglie residenti. Fine del castrum intorno alla metà del VI secolo (circa 540-550 d.C.), quando l'insediamento venne dato alle fiamme e abbandonato durante la Guerra Gotica. La memoria strategica del luogo rimase viva: nel 590 d.C., in piena epoca longobarda, l'area ai piedi del monte fu teatro della cruciale battaglia presso il vicino ponte di Olginate sull'Adda, dove le truppe del duca longobardo contrastarono le forze franche e bizantine. I resti del complesso rimasero parzialmente visibili fino alla fine del Settecento, per essere riscoperti in campagne di scavo tra il 1986 e il 1997.
Corona pensile del Barro: Tra gli oggetti rinvenuti nell’area (arredi in bronzo, utensili da cucina in pietra ollare, fibbie, monete e gioielli), spicca un reperto di assoluto valore: la Corona Pensile del Barro. All’atto del ritrovamento risultava contorta e schiacciata. Formata da una fascia in lamina di bronzo decorata a traforo e punzone, la corona era originariamente dotata di quattro catenelle per la sospensione e di pendenti in pasta vitrea colorata. Nell'alto medioevo, tali manufatti rappresentavano simbolo di sovranità e prestigio. Il ritrovamento rappresenta un caso unico di recupero nello scavo di un edificio abitativo privato. La corona è esposta al MAB e stabilisce una connessione tra epoche in relazione con la Corona Ferrea custodita a Monza.