Ogni macro-area è sua volta suddivisa in più territori di ridotte proporzioni, denominati “ID Cluster” (Cluster identitari): aree contraddistinte da una specifica storia longobarda e da riferimenti materiali (monumentali, artistici, museali, archivistici, religiosi, tradizionali) legati alla presenza di quel popolo e ad ulteriori elementi di attuale attrazione turistica. Dal punto di vista turistico, il sistema organizzativo dell’Itinerario punta alla valorizzazione di centri maggiori e minori e delle loro ricchezze naturalistiche, delle tipicità e delle tradizioni agroalimentari, enogastronomiche, artistico-artigianali. In definitiva l’Itinerario consente al visitatore di ampliare la conoscenza dei tanti micro-territori - anche marginali ma non meno suggestivi – che formano ogni macro-area, rendendo così gli “ID Cluster” e le rispettive comunità co-protagonisti di una grande Storia.
Punti di interesse (POI) - Sono circa 2.000 i Punti di interesse (POI) identificati e riconosciuti per la loro origine longobarda: autentici mattoni nella articolata costruzione dell’Itinerario. Oltre al sito-seriale di eccellenza divenuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO [I Longobardi in Italia. I centri del potere (568-774)], il “patrimonio ereditario” longobardo è costituito da chiese, monasteri, abbazie, castelli, luoghi fortificati, necropoli e naturalmente dai prodotti della cultura materiale longobarda e dalle testimonianze documentarie d’epoca altomedievale conservate nei Musei e negli Archivi storici dei vari territori.
Ulteriori elementi che caratterizzano ciascun “ID Cluster” sono: