ChieseFornovo San Giovanni è situato al centro della bassa pianura lombarda e circondato dai meandri del fiume Serio, in posizione tale da favorirne il consolidamento quale snodo viario terrestre e fluviale e quale centro di transazioni e di mercato. L’importanza mercatile di Fornovo, protetta anche da fossati naturali creati dalle frequenti esondazioni, è provata dall’eccezionale rinvenimento nei dintorni dell’area urbana di monete coniate nel II secolo d.C. e poi dal IV al VII secolo. Poco prima della calata longobarda, il territorio aveva registrato la presenza di un altri gruppo germanico, gli Alamanni probabilmente giunti in appoggio agli Ostrogoti - allora dominatori del territorio padano - per opporsi alle scorrerie dei Franchi. A testimonianza di questi eventi, un singolare ritrovamento archeologico “al femminile”.
Necropoli di sole donne - Risale al primo trentennio del VI secolo l’insediamento in località Casaretti di un piccolo nucleo alamanno, documentato da sepolture i cui corredi erano dotati da soli complementi di abbigliamento femminili. La presenza a Fornovo di individui esclusivamente di sesso femminile ha fatto pensare alla possibile realtà di donne vissute e sposate al di fuori delle loro terre d’origine. Le prime testimonianze della presenza longobarda fornita dalla tipologia di armi e ornamenti rinvenuti nelle sepolture individuate nell’area, risalgono al 568-569 ovvero alla prima fase d'occupazione della penisola. L’evidenza di maggior rilievo scientifico è infatti datata alla prima metà del VII secolo.
Il tesoro dei cavalieri – Scoperta verso la fine XIX a nord di Fornovo, al limite del confine con Caravaggio, la necropoli in località Mora ha posto in luce sepolture di guerrieri con dei cavalli (dal numero non precisato negli scavi ottocenteschi). Ciò indica la presenza di un presidio composto da una un'élite militare posta a tutela delle molteplici vie di transito dell’area. Al cavallo – animale ritenuto totemico nella guerra e nella caccia – era attribuito il compito di accompagnare e ispirare il cavaliere nella guerra e nella caccia e di accompagnarlo infine nel viaggio ultraterreno. La presenza del cavallo sepolto rappresentava anche un simbolo protettivo del luogo di insediamento della “fara”.
“Vetrina” di oggetti ornamentali - La necropoli di Mora ha restituito un autentico tesoro non soltanto per il numero e la tipologia delle armi rinvenute, ma in particolare per la ricchezza ornamentale dei manufatti: una autentica vetrina rappresentativa di quasi tutti i maggiori motivi ornamentali in voga nella prima metà del VII secolo e ancora riferibili agli stili precedenti la migrazione in Italia. Manufatti probabile frutto della precoce esistenza a Fornovo di una fiorente produzione metallurgica. Le dotazioni includevano guarnizioni da cintura reggi-armi in bronzo e ferro, spade, scramasax, punte di lancia, quattro scudi da parata oltre a un consistente numero di crocette auree, lisce e decorate a sbalzo, con simboli zoomorfi che consentono di riconoscere l'evoluzione dello “stile animalistico germanico” con le sue varianti introdotte dalla fine del VI a tutto il VII secolo. Rispetto agli altri ritrovamenti gli scudi di Fornovo si distinguono per ricchezza di varianti nell'apparato decorativo, che attinge sia all'iconografia germanica (il vortice – tipico dell’iconografia germanica - composto dai tre lunghi colli terminanti in teste di rapаce) sia alla cultura romano-bizantina (placche a forma di croce ed elementi vegetali per la calotta e la tesa dell'umbone). Un quarto tipo con placca sagomata a foglie lanceolate e con ricca decorazione punzonata ha confronti puntuali in terra alamanna
Altre aree sepolcrali - Nel contesto di Fornovo ne sono state individuate:
Diritti di navigazione - Il commercio lungo i fiumi lombardi era una attività fiorente in epoca longobarda. In assenza di altre documentazioni, non stupisce l’importanza commerciale mantenuta da Fornovo anche in epoca carolingia. E’ dell’858 un documento che testimonia il ruolo assunto dalla locale pieve alla quale erano conferiti i diritti di mercato e di navigazione lungo il Serio e gli altri fiumi lombardi.