MonumentiIl periodo longobardo “classico” di Calolziocorte è certificato dal solo nome di un suo abitante: tale Rado de Curte, un semplice quanto ignoto testimone citato in una pergamena del 774 (custodita nell’Archivio di Bergamo). Sin dall’epoca romana l’effettiva importanza logistica di Calolziocorte era motivata da due dati di fatto: a) essere attraversata dalla direttrice romana della Bergamum-Comum che si avvaleva, per il superamento dell’Adda, dal ponte di Olginate prossimo a Calolziocorte; b) essere sede, in una posizione sopraelevata, di un presidio militare romano ma – come recentemente ipotizzato da studi scientifici – anche di una arimannia. L’altura verrà infine scelta (XIII sec.) per la costruzione del castello “guelfo” nella attuale frazione di di Rossino reso famoso dal romanzo “I Promessi sposi” di Alessandro Manzoni quale location della truce figura dell’Innominato. Il castello fu ampliato nell’XI secolo dalla famiglia di origine longobarda dei da Prezzate e successivamente (XIII-XIV sec.) passò in proprietà alla famiglia guelfa dei Benaglio che lo incluse nel sistema difensivo dell’intera valle San Martino.