La terza grande migrazione - La Gens Langobardorum prese avvio dalla Pannonia per raggiungere la penisola italica nella primavera del 568. Le conseguenze evolutive della occupazione e della nascita del Regno longobardo in Italia hanno profondamente segnato il corso della Storia europea collocando delle pietre miliari nel passaggio dal periodo tardo-antico al Medioevo e producendo effetti di lungo periodo, minimizzati o ignorati sino a qualche decennio orsono. La storia longobarda - che, dopo mezzo millennio di esperienze attraverso l’Europa, ha vissuto in Italia le fasi di piena maturazione - non è infatti una faccenda solamente italiana: è una storia profondamente europea e come tale va conosciuta e condivisa. La sintesi delle prerogative che pongono in piena luce la vicenda storica longobarda agevolerà l’interpretazione del periodo del Regno e di quello successivo dei Principati indipendenti del Sud.
I Longobardi: carta di identità europea
L’Itinerario “Longobard Ways across Europe” è finalizzato a diffondere la conoscenza sul valore europeo della Storia longobarda e a proporre ai visitatori turistici percorsi, méte e punti di interesse in grado di far conoscere gli le ricchezze naturali in cui la storia longobarda si è sviluppata e di rappresentarne esperienze, sistema di vita, conquiste sociali e culturali. Punti di interesse primario: a) i prodotti dell’arte longobarda (monumenti “unici ed eccezionali” ma anche manufatti o parti di essi giunti a noi non più nella loro integrità ma comunque significativi) b) Musei e Archivi storici, luoghi deputati alla conservazione dei gioielli della cultura materiale delle genti longobarde. Ma esiste il valore complessivo dell’esperienza longobarda che assume una assoluta valenza europea e che rappresenta un fattore di base da condividere nella odierna ricerca di elementi che favoriscano un “comune sentire europeo”. Eccone la carta di identità:
- Durata storica - Dalla comparsa archeologica della Gens Langobardorum nella Germania del Nord (I secolo a.C.) sino al periodo pannonico (sino al 568 d.C.) e sommando ad essi i 206 anni del Regno d’Italia ed i successivi 303 anni di potere nei Principati del Sud, la storia longobarda - conclusasi con la conquista normanna di Salerno nel 1077 - copre una parabola di 1.177 anni: periodo che, nella storia occidentale, è secondo ai soli 1.225 anni di vita della grande Roma, considerati dall’anno della sua mitica fondazione (753 a.C.) alla fine dell’Impero romano d’Occidente (476 d.C.).
- Epoca fondante – Tra la fine del VI e l’inizio del VII secolo, al consolidamento del regno longobardo in Italia corrisposero due momenti-chiave della Storia europea:
- A) Primo concetto di “Europa” come soggetto unitario. Poco prima del suo arrivo in Italia il predicatore irlandese San Colombano individuò negli europei “un corpo solo” unito da radici cristiane oltre le barriere etniche e culturali. In due epistole indirizzate ad altrettanti papi egli citò il nome “Europa” individuando in esso un nuovo “soggetto animato” e non più una sola espressione geografica come accaduto sino ad allora: epistola a papa S. Gregorio I Magno (anno 600) in cui il pontefice viene nominato quale “fiore luminosissimo di una Europa tutta in decadenza”; epistola a papa Bonifacio IV (anno 608) nella quale si rivolge al pontefice quale “illustrissimo capo di tutte le chiese dell’intera Europa”. Un’Europa, dunque, costruita da un insieme di comunità. Sarà Carlo Magno, in tempi successivi, a trasformare l’Europa del suo nuovo impero in un “soggetto politico”.
- B) Idealità cristiane e primaria radice della Cultura europea. L’affermazione di una nuova dimensione religiosa e culturale di respiro europeo prese avvio dall’opera di persuasione compiuta da papa S. Gregorio Magno e da S. Colombano nei confronti di Teodolinda, già cattolica ma di ispirazione tricapitolina, e del suo secondo marito, re Agilulfo, che finì col definirsi “Gratia Dei rex totius Italiae”. Nel 603 il figlioletto della coppia reale, Adaloaldo, fu il primo longobardo battezzato con rito cattolico. Nell’occasione papa Gregorio fece dono della cosiddetta “Croce di Adaloaldo”, simbolo di unità (Papa Paolo VI volle indossarla il 5 gennaio 1964 nel suo incontro in Gerusalemme con il Patriarca ecumenico Atenagora dopo oltre 900 anni di divisione tra le Chiese cattolica e ortodossa). Con Teodolinda prese avvio il processo di assorbimento delle idealità cristiano-cattoliche, ispiratrici della fusione finale di culture e tradizioni germaniche, classiche greco-romane, bizantino-orientali.
- C) Maometto, inizi e diffusione della predicazione - L’Epoca fondante deve tener conto di quanto accaduto alla Mecca tra il 608 e il 610: sono gli anni - contestuali all’epoca di Teodolinda - in cui Maometto accolse la Rivelazione fattagli dall’Arcangelo Gabriele ed estesa nella sua successiva predicazione che, dopo un periodo di persecuzioni, si estese a macchia d’olio nelle aree mediorientali e nord-africane. Una realtà nuova (sancita nella significativa Costituzione di Medina del 622) con la quale anche i Longobardi dei Principati del Sud avranno a che fare nei loro incontri-scontri con i Saraceni.
- Melting-pot europeo, terza fase - I Longobardi hanno sviluppato al massimo livello la propensione generalizzata tra popoli germanici di fondersi tra loro. Una condizione di vita abituale e conosciuta dai germanici nella composita realtà delle multietniche Legioni di Roma. Con l’arricchente esperienza pannonica si posero le basi sulle quali si innestò - con l’apporto unificante delle idealità cristiane - la successiva fase di compenetrazione tra il preesistente “pacchetto” di tradizioni e le tradizioni greco-romane e bizantino-orientali dell’area italiana. Il prodotto finale fu quella che l’UNESCO nel 2011 ha riconosciuto come “primaria radice della Cultura Europea, poi sviluppata dai Carolingi”.
- Esempio altomedievale di successo del fenomeno migrazione-integrazione – Della predisposizione dei Longobardi a accettare e compenetrarsi con altre tribù si è già detto. Occorre aggiungere una regola generale stabilita per legge (Editto di Rotari, paragrafo 367) da applicarsi ai warengang, coloro cioè che giungevano nel territorio del regno provenendo da altri territori. Essi – sancisce l’Editto – devono vivere secondo le leggi longobarde a meno che, per grazia del re, non siano autorizzati ad applicare un’altra legge. Un indice di sostanziale tolleranza, seppur condizionata.
- Conquiste militari – Un aspetto basilare nell’acquisizione e nel consolidamento del potere, le cjui tappe fondamentali sono riportate nel paragrafo Timeline.
Organizzazione del potere
Il rafforzamento dei poteri regi avviato con Autari e Agilulfo segnò il passaggio a un definitivo sistema di governo basato sulla divisione del regno in ducati, ciascuno dei quali attributo a un duca. Il re - assistito dal seguito personale dei gasindi - manteneva il controllo generale grazie a propri funzionari (i gastaldi) nominati all’interno dei singoli ducati. Ciascun ducato era infine protetto da nuclei di liberi guerrieri (arimanni) insediati nei punti nevralgici e strategici. L’amministrazione della giustizia venne attribuita - a vari livelli territoriali - agli iudices (prima gli stessi duchi, poi funzionari di alto rango nelle grandi circoscrizioni), agli sculdasci (funzionari locali subordinati a duchi e iudices) e agli boni homines (notabili locali esperti delle tradizioni che affiancavano i magistrati pubblici).
Con questa nuova organizzazione il Regno longobardo avviò la sua evoluzione da occupazione militare a vero e proprio Stato.
- Dinastie reali – Il regno longobardo fu governato per la maggior parte del tempo dagli esponenti di due principali stirpi, trasformatesi in vere e proprie dinastie reali spesso conflittuali tra loro.
- Lethingi (o dinastia bavarese) – Fu inaugurata al vertice del regno italico dalla prima regina, Teodolinda, figlia del duca dei Bavari Garibold I e di Waldrada, figlia del re Wacho discendente del capostipite Lethi (V sec.). Questa dinastia, di impronta cattolica, dette al regno sette re.
- Gausi (o dinastia friulana-beneventana) – Fu rappresentata dal condottiero Alboino e, prima di lui, dal padre Audoino. Il prestigio delle stirpe derivava dall’accostamento, per legami di sangue della madre di Alboino, con la prestigiosa stirpe ostrogota di Teodorico il Grande oltre che con i re turingi. L’attributo “friulana” deriva da Forum Iulii (Cividale del Friuli), sede del primo ducato longobardo creato in Italia da Alboino e affidato al nipote Gisulfo I. Questa dinastia, di impronta tradizionalista, dette al regno solo tre re ma propri esponenti dettero vita anche alla dinastia ducale di Benevento.
- Famiglia dei Prandi – Composta da soli tre esponenti, uno dei quali - Liutprando - illuminò l’epoca del regno longobardo al più alto livello di prestigio politico ed anche per quanto riguarda l’ambito religioso e quello culturali, favonendo la nascita della “Rinascenza liutprandea”.
- Promulgazione delle leggi scritte - Con l’Editto di Rotari (643) si inaugurò la produzione autonoma della legislazione scritta longobarda che non fu soltanto trascrizione di leggi romane come era stato per precedenti esperienze di altri potentati romano-barbarici (Visigoti, Franchi Salii e Burgundi). Con Rotari -seguito nell’impostazione dalla scarna produzione legislativa di re Grimoaldo - vengono per lo più codificati usi e costumi delle tradizioni longobarde sino ad allora tramandate oralmente. Il grande passaggio a viene con le leggi di re Liutprando le quali, pur modellate sull’impostazione romana, nasce e si afferma con un’ampia e originale serie di fattispecie giuridiche che, ispirate delle idealità cristiane, codificarono le trasformazioni e le tendenze della società longobarda dell’VIII secolo. Di analogo tenore le leggi di Ratchis e di Astolfo con la variante apportato da quest’ultimo di aver trasformato l’esercito sulla base della divisione per classi economiche degli abitanti e dei rispettivi obblighi.
Caposaldi evolutivi
Fondamentale il reciproco contributo allo sviluppo sociale, religioso e culturale venuto sia dalla Chiesa (in termini più generali) sia dai Longobardi:
- Contributo del cattolicesimo allo sviluppo dei popoli “barbari”
- Apporto delle Chiese cristiane all’organizzazione dei nuovi poteri dei regni romano-barbarici
- Organizzazione territoriale della Chiesa romana come presidio e sostegno delle comunità locali
- Nei monasteri, salvaguardia della cultura classica greco-romana e sviluppo di nuovi indirizzi religiosi, sociali, culturali e anche produttivi e sanitari
- Contributo dei Longobardi al cattolicesimo
- Evergetismo - Apporto dell’aristocrazia longobarda al clero per la fondazione e il potenziamento di chiese e mausolei, di edifici di culto minori e rurali e per la promozione dei culti di Santi e delle loor reliquie anche in funzione del riconoscimento delle identità delle varie comunità locali.
- Promozione e diffusione del culto dei Santi - Principale esempio viene dalla diffusione del culto di San Michele Arcangelo tuttora oggetto di considerazione dei moderni Pontefici e oggetto di venerazione in gran parte d’Europa.
- Fondazione e promozione di monasteri e abbazie – I re e la nobiltà longobarda furono attivi nella creazione e nel sostegno a queste realtà, di fatto trasformate in dipendenze territoriali del potere ma anche in formidabili fulcri di sviluppo religioso, culturale ed economico
Sviluppo economico
All’arrivo dei Longobardi, la penisola italica era devastata dal punto di vista economico e delle produzioni alimentari dal periodo della guerra greco-gotica che nel suo impeto distruttivo aveva percorso tutta l’Italia dal sud al nord. Nei primi anni di occupazione la situazione non era cambiata ma, con il consolidamento del regno, il vento economico era girato in più favorevole direzione. Una serie di elementi socio-culturali aveva giocato a favore di un complessivo rilancio dell’economia. Positivo era risultato, in fondo, il contatto con la popolazione romanizzata. I Longobardi, pronti a cogliere le innovazioni, trassero vantaggio dagli elementi di cultura e lingua latina, dalla utilità delle esistenti reti stradali e urbane, dalle regole dell’economica rurale, dalla pratica delle vecchie forme industriali. Prese dunque forza l’impatto di un popolo giovane proteso alla conquista: una scossa che smuoverà lo stagnante ambiente della penisola, afflitto da crisi identitaria prima ancora che sociale ed economica. Prender anno forma e applicazione nuovi ideali di vita: in campo politico, con una solida organizzazione interna e un superiore equilibrio nelle relazioni internazionali; in campo sociale, con l’elevazione del rango longobardo a dominante livello signorile; in campo economico, con il raggiungimento di posizioni patrimoniali, con l’intensificazione degli scambi e con una nuova visione artigianale prossima a quella artistica. Effetti finali: elevazione qualitativa sia dell’aristocrazia longobarda sia del tenore di vita, delle opere di ingegno e delle forme d’arte; intensificazione dei traffici fluviali; rilancio dell’agricoltura con miglioramento delle colture e dissodamento di nuove terre. Risultato: il surplus di beni agroalimentari da scambiare anche con merci di pregio di importazione adriatica.