Centralità di Monza - La grande epopea longobarda e le conquiste culturali di quelle Genti identificano nella città di Monza il loro fulcro grazie al prestigio dell’eredità storica di Teodolinda. Il lascito più prezioso della regina l’aver dato il via alla fase evolutiva della Cultura longobarde in base alla quale può essere motivatamente riconosciuto oggi alla città di Monza il prestigio di “Culla della Cultura Europea”. Una attribuzione motivata:
Il ruolo leader che l’ assume a livello europeo nel contesto dell’Itinerario longobardo - unito alla compartecipazione allo stesso Itinerario da parte dei luoghi del sito-seriale UNESCO (in Lombardia: Brescia e Castelseprio-Gornate Olona) e al coinvolgimento nel network longobardo di oltre 200 Comuni lombardi delle varie province - conferisce alla stessa Regione Lombardia una funzione-pilota per favorire una cooperazione istituzionale e progettuale a molteplici livelli.
Tradizione regale e Corona Ferrea - Monza è inoltre depositaria di una prestigiosa tradizione regale che nel 2027 celebrerà i 1400 anni della propria esistenza. Una tradizione fondata dalla regina Teodolinda. Fu un suo leggendario sogno a farle individuare nell’ameno territorio monzese il luogo più adatto ove costruire l’edificio-simbolo della propria fede cristiana: un oratorio dedicato a S. Giovanni Battista, sviluppatosi nel tempo sino a divenire l’attuale duomo. La regina si era addormentata sulle rive del Lambro dopo una battuta di caccia. Le apparve allora una colomba che le indicò il luogo della fondazione: “Modo”, disse alla regina (ovvero “qui” secondo la traduzione del termine latino). “Etiam” avrebbe risposto Teodolinda (“Si, certamente”). Così nacque il nome della città: Modoetia, divenuto Monza. Ma questo fu solo l’inizio di una serie di eventi che - attraverso i secoli – dette corpo e confermò la tradizione regale. La sequenza dei fatti: Teodolinda dette origine alla dinastia bavarese dei re longobardi; la Corona Ferrea – preziosa reliquia e simbolo assoluto del potere stabilmente conservata in Monza – cinse la testa dei re succedutisi nel governo del regno. Tra i nomi di maggior prestigio storico figurano Carlo Magno, Federico Barbarossa, gli imperatori Carlo IV di Lussemburgo e Carlo V d’Asburgo sino a Napoleone Bonaparte. La forza evocativa dei precedenti storici e la perdurante bellezza della natura lungo il Lambro indusse nel 1777 l’imperatrice Maria Teresa d’Austria a stabilire la costruzione in Monza della prestigiosa Villa, successivamente divenuta Reggia.
Confini dell’ ID Cluster - Nell'Alto Medioevo la Brianza storica ha avuto funzioni strategiche quale nodo nevralgico per il controllo dei traffici militari e commerciali del Nord Italia. Situata tra Milano, Como e il fiume Adda, questa regione collinare e prealpina divenne il cuore pulsante del Regno Longobardo. Il territorio svolse importanti funzioni di difesa militare lungo direttrici che sono tuttora di grande fascino turistico-ambientale. Questi i confini del Cluster:
Difese naturali e sistema difensivo – L’insieme include i territori più a Nord (aree lecchese e comasca) e quella a Sud (area monzese).
Rispetto all’area lecchese e al ramo Est del lago Lario si considera una complessiva linea difensiva composta da:
Rispetto all’area comasca nel suo insieme e ai castra d’altura, vanno considerati tre principali fulcri difensivi:
Direttrici strategiche
Sempre sotto il profilo storico-turistico vanno considerate le principali direttrici viarie dell’epoca altomedievale e degli apprestamenti difensivi minori (castra e luoghi fortificati), che i Longobardi mutuarono in gran parte dalle precedenti epoche romana e ostrogotica. Assi viari fondamentali - che confluivano in direzione dell’Oltralpe svizzero (Raetia Secunda) - erano:
Sintesi storica - Dopo la iniziale conquista dei territori d’Italia, operata sotto la guida di Alboino a partire dal 568, dopo il suo assassinio a Verona (572) e dopo la morte violenta del secondo re, Clefi (574) seguì un decennio di anarchia, in cui i duchi si occuparono unicamente di rafforzare i propri domini. Il Regno longobardo doveva ancora prendere forma e consolidarsi, tanto al Nord quanto al Sud della penisola. Nella suddivisione dei territori di dominazione longobarda nel Nord Italia iniziavano a distinguersi due grandi aree, separate dal corso dell’Adda: la Neustria, a Ovest del fiume e, ad Est, l’Austria in cui - in luogo dell’antica metropoli di Aquileia - primeggiava la capitale del Ducato del Friuli, Cividale (Forum Julii).
Longobardi in Italia, seconda fase - Un rinnovato interesse dell’Impero di Bisanzio per la penisola italica e la sua alleanza con i Franchi convinse i duchi longobardi a dotarsi di un’organizzazione più stabile: fu eletto re, Autari, figlio di Clefi. Come prima mossa il re cercò, senza successo, un’alleanza matrimoniale con i Franchi. Quindi si rivolse al duca dei Bavari Garipald cui chiese in moglie, ottenendola, la figlia Teodolinda. Il matrimonio - celebrato presso Verona nel 589 - durò un solo anno: Autari morì e i duchi - fatto straordinario - lasciarono che la giovane regina scegliesse da sé il nuovo marito e il nuovo re: il duca di Torino Agilulfo della stirpe turingia degli Anawas. Era il nuovo inizio della storia longobarda d’Italia che troverà nel fulcro di Monza e della Brianza – prediletti dalla regina - il motore del suo primo sviluppo.
Teodolinda, linea dinastica “bavarese” - A una donna, dunque, spettò la decisione su chi doveva guidare il regno: un atto inconsueto ma va considerato l’altissimo prestigio dinastico di cui era portatrice Teodolinda, bavara per parte di padre. Per parte di madre - Waldrada - la giovane regina discendeva sia dalla nobile dinasta longobarda dei Lethingi, sia della dinastia reale dei Gepidi. Linee di sangue diversificate e certamente importanti per un popolo che, sotto il nome dei Longobardi, raccoglieva un insieme di stirpi germaniche: sassoni, eruli, gepidi, turingi, sarmati, juti, ostrogoti e bulgari. La nuova linea dinastica esprimerà il maggior numero di re nella storia del regno.
Consolidamento del Regno - All’azione di Agilulfo, abile condottiero, si devono nuove importanti conquiste territoriali in Emilia e Veneto e ripetuti, vittoriosi scontri con le forze bizantine e franche, alternati da tregue effimere. Primo atto del re nello stesso anno dell’elezione (591) fu la conquista dell’Isola Comacina, occupata dal duca di Bergamo Gaidulfo a lui ribelle. Seguiranno tensioni e accordi con Papa S.Gregorio Magno con cui Teodolinda intrattenne stretti e proficui rapporti. Con Agilulfo e Teodolinda prese avvio anche la lenta assimilazione e fusione di costumi germanici con costumi e mode di tradizione romana.
Fine di Teodolinda – La regina svolse funzioni regali dirette, dopo la morte di Agilulfo, quale tutrice del figlioletto Adaloaoldo prima che questi fosse spodestato. Infine si ritirò, concludendo la sua leggendaria esistenza finendo la sua vita in odore di santità - a tutt’oggi così percepita a livello popolare - nel 627: nel 2027 ricorreranno i 1400 anni dalla sua scomparsa.
Dopo i Longobardi – La vita di Teodolinda è artisticamente rappresentata nelle scene della sontuosa composizione pittorica realizzata nel duomo di Monza - tra il 1441 e il 1446 - dalla bottega milanese degli Zavattari. L’opera era stata commissionata da Francesc Sforza in occasione delle proprie nozze (1441) con Bianca Maria Visconti. Un evento che aveva segnato il passaggio del ducato milanese dai Visconti (i quali reclamavano la propria discendenza longobarda) agli Sforza. Evento che concludeva una fase tormentata della vita milanese e monzese con la “rivoluzionaria” avventura che ebbe come protagonista il condottiero Ettorre Visconti, per un breve periodo signore di Monza nel castello che ora non c’è più.
Altre attrazioni turistiche – I territori di Monza, Lecco e Como offrono ai visitatori una vastissima gamma di attrattive: tesori artistici di diverse epoche storiche e culturali e numerose ville storiche – molte delle quali aperte al pubblico – senza dimenticare i musei specializzati dedicati all'industria locale e il Museo della Velocità, che valorizza la tradizione sportiva del celebre Autodromo di Monza. Infine, grazie al patrimonio ambientale della regione – che evoca i paesaggi naturali di un tempo – si possono scoprire luoghi di eccezionale interesse turistico, arricchiti da un'eccellente offerta enogastronomica, dall'artigianato artistico e da altre produzioni locali.
Il tesoro dei Laghi
| LAGO | COMUNI | CARATTERISTICHE |
| Lario | Ramo di Como – Braccio Ovest: Como-Cernobbio- Tremezzo- Menaggio-Dongo-Gera Lario |
Offre ville meravigliose, giardini botanici e percorsi panoramici come la Greenway del Lago |
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Ramo di Lecco – Braccio Est: Lecco-Mandello-Varenna-Bellano-Dervio-Colico |
Passeggiate sul lungolago, sport acquatici, traghetti per raggiungere le altre località del Lario ed escursioni panoramiche (come il sentiero verso il Sasso di Preguda) |
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| Garlate | Area Lecco: Lecco, Vercurago, Pescate, Garlate, Olginate | |
| Olginate |
Area Lecco: Olginate, Calolziocorte |
formato dall’Adda a sud di Lecco. Zona speciale di conservazione (direttiva Habitat) e sito di Natura 2000 |
| Annone | Area Lecco: Annone di Brianza, Suello, Civate, Galbiate, Oggiono | Situato tra monte Barro e Civate. Nel lago – solcato da battelli turistici-emerge l’Isola dei Cipressi che ospita una ricca fauna |
| Pusiano (Eupilio) |
Area di Como: Pusiano, Eupilio, Erba, Merone Area di Lecco: Cesana Brianza, Bosisio Parini, Rogeno |
Di origine glaciale è alimentato da affluenti del fiume Lambro e include l’Isola dei Cipressi. Il lago - frequentate sin dai tempi preistorici - è citato con il nome di Eupili da Plinio il Vecchio. L’amenità dei luoghi è stata apprezzata da nomi celebri della cultura e della letteratura italiane. Oggi il lago è noto per l’attività di pesca e per le gite in battello tra ninfee e canneti. Curiosità storica: nel 1820 ha ospitato un viaggio sperimentale del primo battello a vapore d’Italia. Fa parte del Parco regionale Valle del Lambro |
| Sartirana | Area di Lecco: Merate |
Riserva Naturale Regionale e SIC (Sito di Interesse Comunitario) E’ compreso nei Parchi regionali dell’Adda Nord e di Montevecchia e della Valle del Curone |
| Alserio | Area di Como: Erba, Albavilla, Alserio, Monguzzo | Origine glaciale. E’ un'oasi naturalistica protetta immersa nel verde, adatta a passeggiate naturalistiche e salutistiche. Fa parte del Parco regionale Valle del Lambro |
| Montorfano | Area di Como: Montorfano | immerso nei boschi, perfetto per brevi escursioni. E’ circondato da una fitta vegetazione e dà vita a un biotopo protetto. Costituisce la Riserva naturale “Lago di Montorfano” |
| Segrino | Area di Como: Canzo, Longone al Segrino, Eupilio | Specchio d'acqua di origine glaciale circondato da un'area protetta frequentata per passeggiate a piedi o in bicicletta. Vige peraltro il divieto di navigazione a motore. E’ incluso nel Parco locale di interesse sovracomunale “Lago del Segrino” |
| Piano | Area di Como: Porlezza | Origine glaciale. Situato nella Val Menaggio, è ricco di flora e fauna. Oasi naturalistica “Riserva Naturale Lago di piano” riconosciuta come SIC (Sito di Importanza Comunitaria) |
Geositi - è molto varia, scientificamente significativa e affascinante dal punto di vista turistico la presenza dei geositi presenti nelle aree briantee, del Lecchese e del Comasco che sono testimoni della evoluzione delle Prealpi Orobiche, del Lago di Como e dei fenomeni glaciali del Quaternario.
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Aree briantee e comasche |
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Area Lecco |
Il patrimonio geologico e geomorfologico dell’area lecchese rappresenta una straordinaria ricchezza. Esso testimonia l'evoluzione delle Prealpi Orobiche, del Lago di Como e dei fenomeni glaciali del Quaternario: una macro-area inserita nel contesto più ampio dei Geositi dell'Insubria. |
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Carsici e Strutturali delle Grigne e del Montecodeno |
Geositi del Montecodeno: roccia calcarea e dolomitica segnata da “campi solcati” (karren), doline e da abissi verticali |
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Grotte del Lecchese: Sistemi sotterranei complessi (es. Grotta di Fiumelatte) legati a un'idrologia sotterranea |
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Quaternari e Glaciali
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Massi erratici: Enormi blocchi di rocce alpine trasportati dai ghiacciai a km di distanza sino alle colline della Brianza lecchese e attorno a Lecco |
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Morene e depositi fluvioglaciali: Anfiteatri morenici visibili nell'area dell'Oggionese e dell'alta Brianza |
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Idro-Geomorfologici e della Valle San Martino |
Orrido di Bellano: Pronda e stretta gola naturale scavata dal torrente Pioverna. Visitabile su passerelle sospese ancorate alle pareti rocciose |
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Sorgente di Fiumelatte: Caratterizzata da un'intermittenza stagionale dovuta allo svuotamento di condotti carsici, alimenta una dei corsi d’acqua più brevi d’Italia |
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Guglie del Resegone: Torrioni e creste dolomitiche che rendono il profilo del monte-simbolo di Lecco |
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Antropici e Minerari |
Siti minerari della Valsassina: Antiche miniere di ferro, piombo e zinco (come i Piani dei Resinelli) che raccontano la storia dell'estrazione e della metallurgia locale risalente all'epoca romana e medievale. |
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Area Como |
Lo straordinario patrimonio geologico del territorio comasco è stato plasmato dall'azione di antichi ghiacciai, da fenomeni carsici e da sedimentazioni marine preistoriche. I geositi del Comasco e del Lago di Como sono catalogati nell'inventario di Regione Lombardia. |
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Massi Erratici (Geositi Quaternari) |
Sasso di Cavallona (Asso): Tra i più noti massi erratici della Brianza comasca, composto da serpentinite |
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Sasso di Luna o Pietra di Luna (Asso): Blocco monumentale testimone della potenza degli antichi ghiacciai |
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Pietra Pendula (Torno): Masso di granito ghiandone proveniente dalla Val Masino, in incredibile equilibrio instabile sopra un basamento di roccia calcarea locale |
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Grotte e Fenomeni Carsici (Geositi Ipogei ed Epigei) |
Grotta dell'Orso (Monte Generoso, Alta Valle Intelvi): Situata presso il confine svizzero, la grotta ha restituito migliaia di reperti ossei dell'Ursus spelaeus (orso delle caverne) |
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Buco del Piombo (Erba): Grotta tra le più maestose della Lombardia. L'ingresso colossale si apre su una profonda gola calcarea. Frequentato dall'uomo di Neanderthal |
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Complesso del Monte Bulghera e Grotte di Canzo: Intricato sistema di gallerie sotterranee e risorgenti carsiche |
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Canyon e Gole Idrogeologiche |
Orrido di Bellano e Orrido di Nesso: L'Orrido di Bellano si trova sulla sponda lecchese; su quella comasca corrisponde l'Orrido di Nesso, profonda gola naturale creata dai torrenti Tuf e Nosè, che si uniscono nella spettacolare cascata visibile dal ponte della Civera |
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Parco delle Gole della Breggia (Mendrisiotto / Confine con il Comasco): esteso oltre il confine di Chiasso, è un geosito transfrontaliero che presenta una stratigrafia rocciosa continua di oltre 100 milioni di anni (dal Giurassico al Cretaceo) |
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