
Nell'Alto Medioevo, Pavia (Ticinum romana e Papia longobarda) era circondata da un ambiente naturale dominato dalle acque. La città - posta su un terreno sopraelevato e in una posizione strategica poco a monte della confluenza del Ticino con il Po - costituiva il fulcro della difesa militare e dello sviluppo commerciale, consentendo da un lato una protezione della città e dall’altro lato lo sviluppo di floridi scambi fluviali di merci che raggiungevano sia i laghi, attraverso gli affluenti del Po, sia l’Adriatico. Il territorio circostante Pavia - attraversato sin dall’epoca romana anche da importanti assi viari - era coperto dalla fitta foresta planiziale estesa all'intera Pianura Padana e che, oltre alla fornitura di legname, consentiva lo sviluppo di attività di base dell’economia altomedievale quali la caccia e la raccolta di prodotti alimentari. Oggi è possibile ammirare la continuità storica di questa ricchezza naturale nella Riserva “Bosco Negri” e nel “Bosco grande”, siti in cui sono presenti specie autoctone di querce, pioppi e salici. Il territorio di riferimento e di diretto controllo della capitale longobarda era differenziato:
- A sud di Pavia - L’area Ticino e Po presentava ampie aree paludose che vennero bonificate proprio dai Longobardi, dalla cui attività risanatrice deriverebbe il nome dato a questa area: il Siccomario (da “Sieg-mar”, vincitore delle paludi).
- Territorio a sud-ovest – Lo scenario riguarda la regione storico-geografica della Lomellina: area pianeggiante, votata all’agricoltura con la gestione delle importanti risorse idriche.
- Territorio a sud - Altra area rilevante, l’attuale Oltrepò pavese dal territorio collinare votato sin dai tempi più antichi alla coltivazione della vite e alla produzione vinicola. Testimoni eccellenti: il comasco Plinio il Vecchio e, prima ancora, lo storico e geografo greco Strabone.
La scelta della capitale – Conquistata da Alboino dopo tre anni di assedio, riconosciuta da re Autari fulcro strategico di difesa dagli attacchi dei Franchi e dopo che Milano svolse con Agilulfo e Teodolinda la funzione di sede regia condivisa con Monza, la città di Pavia divenne l’effettiva capitale del regno con re Arioaldo (verso il 625). Una scelta, del resto, motivata da una sequenza di precedenti eventi storici confluenti sull’utilità per il regno di dotarsi di una capitale che fosse una strategica piazzaforte difensiva. Si potrebbe dire una scelta condizionata dalla stessa Storia. Infatti:
- Verona era stata soltanto una prima tappa-base dell’iter costitutivo del regno
- Precedente scelta del condottiero ostrogoto Teodorico il Grande, dettata dalla valutazione sull’importanza strategica e sulla forte capacità di difesa naturale di Pavia potenziata dalle poderose mura romane
- Riscontrata debolezza di Milano già capitale imperiale: nel corso della guerra greco-gotica la città era stata assediata nel 538 da ostrogoti e burgundi per stanarvi una guarnigione bizantina. La resa, dopo nove mesi, avvenne per fame poichè era stato possibile bloccare ogni via di rifornimento della città: un punto debole.
- Validità del permanente sistema fortificato di Pavia che aveva dato prova di efficienza avendo resistito per 3 anni agli attacchi longobardi prima della resa.
- Presenza in Pavia del palazzo di Teodorico e della zecca riattivata dagli Ostrogoti: riconoscibili centri di riferimento amministrativo e di potere.

Pavia crocevia viario - Da Pavia (Ticinum) si diramavano importanti arterie stradali: quelle dirette a ovest per raggiungere Torino (Augusta Taurinorum) e da lì puntare ai valichi delle Alpi Cozie (Monginevro); quelle dirette verso nord-ovest per collegarsi in Ivrea (Eporedia) alla Via delle Gallie che portava ai valichi alpini del Gran San Bernardo (Summus Poeninus) e quindi al Vallese o a quelle del Piccolo San Bernardo attraverso il quale raggiungere la valle dell’Isère in Savoia. Parimenti strategica la via Ticinum-Mediolanum che consentiva l’inserimento nelle grandi direttrici padane.
Principali eventi – Le fasi più rilevanti nella vita della capitale longobarda e del suo territorio di diretto riferimento, sono sintetizzabili in alcuni momenti-chiave:
- Dopo la morte di Alboino (572) e il breve regno di Clefi, prese avvio un disordinato decennio in cui ciascun duca puntò a conquistare e stabilizzare un proprio territorio. Nel 584 il decennio della “anarchia ducale” si concluse con l’elezione di Autari al quale, nell’ottica di consolidamento del potere reale, ciascun duca fece dono di una cospicua parte del proprio dominio. Autari assunse Pavia come propria sede elettiva.
- Irrompe sulla scena la figura di Teodolinda, di stirpe bavarese da parte di padre ma “longobardo-lethingia” da parte di madre. Morto Autari, suo primo marito, la regina scelse Agilulfo, di stirpe turingia, come consorte e quindi di come re. La residenza reale fu stabilita tra Milano e Monza. Nel contesto delle successioni reali e della aristocrazia longobarda si determinò una divisione, causa di successivi contrasti e lotte, fra la (cristiano-cattolica sull’onda della conversione di Teodolinda) e la con i suoi alleati ariani e tradizionalisti.
- La sede di Pavia divenne ufficialmente capitale del regno con re Arioaldo (626).
- Nel 636 fu eletto re il duca bresciano Rotari cui si lega l’Editto del 643 promulgato in Pavia che contiene le prime leggi scritte delle Genti longobarde.
- Il “friulano” Grimoaldo, duca di Benevento, approfittando di scontri tra esponenti “bavaresi” in lotta per il trono, si insediò in Pavia quale re: il suo potere si protrasse dal 662 al 671. Seguirà il reintegro sul trono della dinastia “bavarese”.
- Re Cuniperto sancì con le armi (battaglia di Coronate, 689) il definitivo prevalere della componente cattolica su quella ariana e, nel Sinodo di Pavia del 698 dal lui convocato nel palazzo reale, favorì la fine dello Scisma dei Tre Capitoli che sin dal 554 aveva contribuito a divisioni e contrapposizioni a livello ecclesiastico e politico.
- L’epoca d’oro di re Liutprando (712-744). Nel suo lunghissimo regno ebbe luogo la fase di più profonda trasformazione della società e della cultura longobarde, definita “Rinascenza liutprandea”, anticipatrice di quella carolingia. Pavia si arricchì di monumenti-simbolo, primo tra i quali la basilica- mausoleo di S. Pietro in Ciel d’Oro ove il re fece trasferire le reliquie di Sant’Agostino e dove riposano le spoglie dello stesso Liutprando. In Pavia il re promulgò le sue Leggi permeate di idealità cristiane.

- Con la conquista di Pavia nel 774 da parte del re dei Franchi Carlo (futuro imperatore) il ruolo di capitale non si affievolì. Carlo Magno si proclamò <re dei Franchi e dei Longobardi> e Pavia fu la capitale del nuovo Regnum Italicum carolingio, ospitando incoronazioni e tenendo in funzione la zecca reale. Periodo conclusosi con l’epoca dei liberi Comuni (IX e X secolo).
Religione - In una prima fase dopo l’occupazione d’Italia, anche a Pavia - come in gran parte delle città - l’originario cristianesimo di espressione ariana, adottato dai Longobardi nell’area pannonica, convisse con il cattolicesimo. Frequente era la presenza nelle stesse città di una chiesa dedicata al culto ariano e di un’altra a ispirazione cattolica. Per Pavia e per il regno la vera svolta venne con re Ariperto I (653-651) che indicò il cattolicesimo quale religione ufficiale. Già nel 662, tuttavia, la conquista del trono da parte di re Grimoaldo, friulano e tradizionalista, limitò gli effetti voluti dal predecessore. Il ritono al potere della dinastia “bavarese” e, più ancora, gli interventi di Re Cuniperto (688-700) a favore del cattolicesimo chiusero i conti a favore dell’impostazione della Chiesa romana.
Ricchezze naturali - La provincia di Pavia vanta grandi ricchezze naturali divise tra fiumi, risaie e montagne. Elementi chiave sono il Parco del Ticino, le vaste distese d'acqua della Lomellina votate alla coltivazione del riso, e i boschi e rilievi protetti dell'Oltrepò Pavese.
| Acque e Fiumi |
- Fiume Ticino: Crea ambienti umidi ricchi di vita.
- Fiume Po: Segna il confine sud e crea aree di grande valore ecologico.
- Risaie della Lomellina: Zone umide e pianeggianti piene d'acqua.
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| Geositi |
Il territorio di Pavia e della sua provincia possiede un ricco patrimonio di geositi (siti di interesse geologico), censiti anche in uno studio specifico pubblicato dall'Università di Pavia e dalla Provincia ("I Geositi della Provincia di Pavia" del 2005) e coordinato a livello nazionale dall'ISPRA. La maggior parte di queste singolarità geologiche e geomorfologiche si concentra nell'area appenninica e collinare e montana dell'Oltrepò Pavese. I principali siti sono:
- Guardamonte (Cecima): Area di eccezionale rilievo geologico, paesaggistico e naturalistico, famosa per i suoi affioramenti e la ricchezza di testimonianze stratigrafiche e ambientali nei pressi dell'Osservatorio Astronomico di Cà del Monte.
- Nivione (Bagnaria / Cecima): Contesto geomorfologico di crinale e versante caratterizzato da dinamiche di notevole interesse idrogeologico e strutturale.
- Affioramenti ofiolitici dell'Oltrepò: Riconducibili a lembi di antica crosta oceanica (serpentiniti, diaspri e rocce magmatiche) affioranti lungo la Voghera-Cecima e i torrenti dell'Appennino pavese.
- Aree calanchifere e depositi marini fossili: Affioramenti di argille, marne e arenarie mioceniche e plioceniche (come i depositi del Messiniano e del Tortoniano) ricchi di impronte e fossili marini sparsi nel settore collinare.
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Parchi e Riserve
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- Bosco Siro Negri: Antica foresta di pianura protetta.
- Oasi di Sant'Alessio: Riserva naturale ideale per osservare cicogne e altri animali
- Riserva Naturale Monte Alpe: Area montana con grande varietà di piante e alberi.
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| Monti e Natura dell'Oltrepò |
- Monte Lesima: Rilievo principale con zone protette.
- Giardino Botanico di Pietra Corva: Spazio per la tutela della flora montana.
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| Birdwatching |
In provincia di Pavia ci sono ottimi luoghi per il birdwatching. Punti di osservazione:
- Parco Le Folaghe (Casei Gerola): un'oasi di 70 ettari con oltre 250 specie di uccelli acquatici e migratori. Trovi capanni per l'osservazione.
- Oasi Bosco Negri (Pavia): Un bosco fluviale gestito dalla LIPU. Perfetto per i piccoli passeriformi e i rapaci notturni.
- Oasi di Sant'Alessio (Sant'Alessio con Vialone): Un parco naturale attrezzato. Ospita progetti storici di reintroduzione di cicogne e cavalieri d'Italia, oltre a aironi e rapaci.
- Le Garzaie della Lomellina: Ambienti di risaia e boschi umidi (come la garzaia dell'Abbazia di Acqualunga a Frascarolo). Ideali per aironi, garzette e nitticore
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| Fauna selvatica tipica del Territorio pavese |
- Mammiferi dei boschi e della pianura: Il lupo appenninico (presente con stabili branchi nell'Oltrepò), il capriolo, il cinghiale, la volpe rossa, il tasso e la faina.
- Avifauna di rilievo (Parco del Ticino e aree protette): Aironi cenerini, garzette, cicogne e una ricca varietà di rapaci diurni e notturni (falco pellegrino, poiana, civetta e allocco).
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Pavia oggi - La qualità della vita a Pavia e provincia si posiziona nel 2025 a metà della classifica nazionale secondo il report del quotidiano economico Il Sole 24 Ore. Il territorio offre un contesto a misura d'uomo, seppure differenziato in termini di servizi tra città e aree periferiche o rurali. Punti di forza:
- Città a misura d'uomo e storia: La città offre un centro storico vivace, verde e un forte spirito universitario grazie all'Università di Pavia
- Sanità e servizi: Buoni livelli generali di assistenza sanitaria e presenza di eccellenze mediche.
- Vicinanza a Milano: La vicinanza strategica al capoluogo lombardo garantisce collegamenti rapidi pur mantenendo costi immobiliari più accessibili rispetto a Milano
Università e ricerca - Nell’area della provincia di Pavia è riconosciuto un Polo di Eccellenza per l'Università e la Ricerca grazie all'Università di Pavia (UniPavia), fondata nel 1361 e che si conferma al 2° posto tra i grandi atenei statali italiani (classifica Censis) oltre che nella top ten nazionale del QS Rankings. L'offerta formativa e scientifica è arricchita da Istituti di alta specializzazione e Centri di ricerca all'avanguardia. Punti di forza e riconoscimenti:
- Dipartimenti di Eccellenza: Sei dipartimenti dell'UniPavia (tra cui Chimica, Giurisprudenza, Ingegneria Civile e Architettura, e Medicina Molecolare) sono finanziati dal Ministero dell’Università e della Ricerca come eccellenze nazionali.
- Internazionalizzazione: Prima in Italia tra i grandi atenei per la forte apertura globale e la qualità dei servizi agli studenti.
- Scuola Universitaria Superiore IUSS: Ente di istruzione superiore ad ordinamento speciale che offre percorsi formativi di alta qualificazione paralleli a quelli universitari.
- Polo Biomedico e IRCCS: Presenza di tre Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico che integrano didattica medica e cura avanzata.
- Centri di Ricerca Applicata: Fondazioni e centri come Eucentre (ingegneria sismica) e il Parco Tecnico Scientifico sostengono l'innovazione tecnologica e il trasferimento di competenze.
Turismo oggi - Il turismo nella provincia di Pavia - oltre ai monumenti e ai luoghi longobardi - offre un mix di arte, storia e natura tra la città e i borghi. Ecco le principali mete:
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Luoghi di interesse
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- Pavia d'Arte: Ponte Coperto, Castello Visconteo, e l'antica Università.
- La Certosa: Celebre complesso monumentale rinascimentale a pochi km dal capoluogo.
- Borghi Storici: Località come Zavattarello, Fortunago, Golferenzo e Varzi,
- Oltrepò Verde e Lomellina: Colline di vigneti, castelli lungo il Parco del Ticino e le risaie.
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Attività e Itinerari
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- I Cammini: Pavia - oltre all’Itinerario “Longobard Ways across Europe” - è un crocevia europeo di vie storico-religiose (Via Francigena, Cammino di S. Agostino, Via degli Abati.
- Enogastronomia: Degustazioni di vini dell'Oltrepò Pavese e piatti tipici della Lomellina.
- Eventi e Natura: Visite al Giardino Botanico di Pietra Corva, escursioni fluviali sul fiume Po
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| Cicloturismo |
La provincia di Pavia offre splendidi percorsi di cicloturismo. Itinerari principali:
- Naviglio Pavese e Certosa: Scorrevole da Milano a Pavia, passando per la Certosa di Pavia.
- Greenway Voghera-Varzi: Lungo una vecchia ferrovia, pedalando tra la valle e le colline.
- Ciclovia del Ticino: Tratti nel Parco del Ticino che connettono borghi storici e fiumi.
- Colline dell'Oltrepò Pavese: Percorsi impegnativi tra viti, castelli e salite al Passo Penice.
- Lomellina e le Risaie: Strade di campagna tra cascine secolari e specchi d'acqua.
Per approfondire la pianificazione del viaggio, puoi consultare la guida ufficiale di Visit Pavia o tracciare i sentieri su Komot Pavia (https://www.komoot.com/it-it/guide/50523/fantastici-trekking-e-escursioni-a-pavia). |
ID Cluster “Pavia capitale”: le eccellenze
| Agroalimentare |
La provincia di Pavia unisce tre anime gastronomiche: la risaia della Lomellina, la pianura del Pavese e le colline dell'Oltrepò. Tra i prodotti chiave figurano:
- Riso Pavese: Pavia è la prima provincia in Italia per la produzione di riso, con varietà eccellenti come il Carnaroli e il Vialone Nano.
- Salame di Varzi DOP; Salame d'Oca di Mortara IGP; Cotechino e Pancetta Pavese; Tartufo bianco e nero.
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| Presidi Slow food |
A Pavia e nella sua provincia i principali Presìdi Slow Food ufficiali che tutelano la biodiversità e le produzioni agricole locali tradizionali sono due: Peperone di Voghera; Razza Bovina Varzese.
Oltre ai Presìdi veri e propri, il territorio di Pavia e della Lomellina comprende beni censiti nell'Arca del Gusto (il catalogo dei prodotti da salvare), come: Cipolla Dorata di Voghera; Zucca Berrettina di Lungavilla
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| Zootecnia tipica |
La zootecnia tipica in provincia di Pavia si divide tra la pianura della Lomellina e il territorio collinare e montano dell'Oltrepò Pavese. Settori e Razze Tipiche:
- Bovini: L'allevamento della Varzese (detta anche Varzese-Ottonese-Tortonese o Biunda) nell'Appennino pavese e linee da carne pregiate (come Limousine e Chianina) allo stato semibrado. La Varzese è inserita nei registri di conservazione della biodiversità. In pianura prevalgono i bovini da latte ad alta specializzazione.
- Suini: Antiche varietà locali come il suino Milanese o il Lodigiano-Pavese, sono oggetto di tutela e recupero genetico regionale. Sono allevati per la filiera del celebre Salame di Varzi DOP.
- Caprini e Ovini: Piccoli allevamenti di capre (es. razza Camosciata) concentrati nelle valli dell'Oltrepò (formaggi caprini artigianali).
- Avicunicoltura: Storica presenza di allevamenti di polli e galline ovaiole, sia in contesti rurali tradizionali della pianura irrigua che biologici in collina.
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Enogastronomia tipica e tradizionale
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La gastronomia di Pavia e della sua provincia unisce la tradizione risicola della Lomellina, la cultura fluviale del Po e i sapori di collina dell'Oltrepò Pavese.
Primi Piatti e Zuppe: Zuppa alla Pavese, Risotto alla Pavese o con Bonarda; Malfatti (gnocchetti rustici tipici dell'Oltrepò; Agnolotti Bata Lavar (grosso raviolo ripieno.
Salumi di altri prodotti: Salame di Varzi DOP: Salume pregiato dell'Oltrepò Pavese; Miccone (Pane tradizionale pavese); Cipolla di Breme e Peperone di Voghera; Mostarda di Voghera (Frutta candita immersa in uno sciroppo piccante).
Dolci: Torta Paradiso (a pasta frolla, creato a Pavia a fine Ottocento); Offelle di Parona (Frollini tradizionali a forma di foglia).
Vini : Bonarda dell'Oltrepò Pavese; Buttafuoco e Sangue di Giuda; Pinot Nero dell'Oltrepò Pavese (versioni ferme o spumantizzate).
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| Artigianato artistico |
L'artigianato artistico a Pavia e in provincia vanta una ricca tradizione. Molte botteghe e laboratori locali sono attivi nella tutela dei mestieri d'arte e nella creazione di manufatti unici. Settori principali:
- Ceramica e Maiolica: Una tradizione storica con radici antiche nel territorio pavese, portata avanti da laboratori creativi ed esperienziali moderni come il Laboratorio Tierrarte a Pavia.
- Lavorazione del Legno e Mobili: Botteghe di falegnameria artistica, intaglio e restauro di beni culturali lignei e mobili d'epoca.
- Metalli Preziosi e Oreficeria: Maestri orafi e lavorazione artistica dei metalli e del ferro battuto.
- Vetro e Tessuti: Vetrerie artistiche, decorazione del vetro e laboratori di tessitura a mano o produzione di pizzi.
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